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Dai p279838_legambientemarcheonlus_ralf.jpgaesaggi della via Lauretana ai nuovi percorsi del turismo nelle vallate marchigiane.

C’è un’Italia minore tutta da scoprire a piedi ripercorrendo i cammini storici e religiosi, le antiche vie della transumanza, i sentieri sterrati circondati da paesaggi mozzafiato e borghi unici, custodi del nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico. Accanto a questi percorsi si fanno strada nuovi cammini che mettono in rete esperienze locali, tradizioni e nuove esigenze turistiche, come la ciclovia della Vallesina, che vuole unire il mare con le Grotte di Frasassi passando per le bellezze dei borghi della vallata, il percorso di Girovallando, che unisce i piccoli comuni della Valle dell’Aso alla scoperta delle tradizioni enogastromiche e le bellezze architettoniche locali, la rete dei quattro piccoli comuni che riparte dalla valorizzazione delle tradizioni artigianali locali in provincia di Macerata che hanno dato vita al progetto Terre di Artigiane, e il progetto Quadriciclo che vuole connettere, qualificare e generare opportunità di salvaguardia ambientale e valorizzazione economica, puntando sul turismo slow alla ricerca di identità e eccellenze.

In poche parole questi sono i “cammini della bellezza”, che Voler Bene all’Italia 2016, la festa dei piccoli comuni promossa da Legambiente insieme a un vasto comitato di associazioni e sostenuta da MenowattGe, proporrà come di consueto nel ponte del 2 giugno e particolarmente proprio nel giorno la Festa della Repubblica, dove saranno previsti tanti eventi “on the road”, con quello di punta proprio nelle nostre Marche, a San Ginesio.

Quello dei cammini della bellezza di Legambiente è un viaggio unico, che ben si inserisce nell’anno dei cammini indetto dal Mibact, e pensato per dar voce e spazio a quei territori minori che oggi rischiano di scomparire. L’obiettivo di Voler Bene all’Italia è quello di riaccendere i riflettori su queste realtà, di ricordare il grande valore e le potenzialità che hanno, e di raccontare allo stesso tempo, con i cammini della bellezza, un turismo sostenibile e di qualità, rispettoso dei paesaggi e delle identità locali ed incentrato sulla mobilità dolce. Un tema, quello del rilancio culturale dei cammini e della mobilità sostenibile, ripreso anche dal Governo: il ministro della cultura Franceschini ha indetto l’Anno dei Cammini, e nel Piano strategico per la Cultura e Turismo ha stanziato 60 milioni di euro per i cammini storici; mentre il ministro delle infrastrutture Delrio, nell’ultima legge di stabilità, ha stanziato 91 milioni di euro per lo sviluppo di alcune ciclovie, destinando 3 milioni allo sviluppo della rete dei cammini.

“I piccoli comuni – dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche - sono un patrimonio unico che non possiamo rischiare di perdere, rappresentano una parte identitaria fondamentale del nostro Paese e spesso racchiudono il meglio della qualità agroalimentare, paesaggistica, storico artistica ed intellettuale. E sono quelli che più spesso riescono ad attivare percorsi innovativi ed in grado di generare nuove e sane economie legate alla valorizzazione del territorio, come ci testimoniano le storie delle reti tra enti locali, privati ed associazioni della Vallesina, della Valle dell’Aso e della provincia di Macerata. Per questo dobbiamo credere e scommettere sulla bellezza e la forza territoriale di queste realtà, perché significherebbe investire sul futuro. Per rivitalizzare e rilanciare questi borghi, oltre a partire dalle esperienze locali, occorre definire politiche e strategie ad hoc, attraverso, ad esempio, progetti di rigenerazione urbana, di efficientamento energetico, di green economy e di turismo sostenibile per dare loro l’opportunità di rafforzarsi e continuare ad esprimere la loro grande forza”.

Nella giornata del 2 giugno a San Ginesio, a partire dalle ore 10.30, nell’incontro che si svolgerà presso il Chiostro Auditorium Storico, interverranno, tra gli altri, la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni, il presidente della Commissione Ambiente alla Camera Ermete Realacci, l’assessore all’ambiente della Regione Marche Angelo Sciapichetti, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, il rappresentante del Mibact Paolo Piacentini, il coordinatori di Anci Piccoli Comuni Roberto De Angelis e la presidente di Legambiente Marche Francesca Pulcini. Alla mattinata seguiranno percorsi alla scoperta del territorio tra San Ginesio ad Amandola, dall’Abbadia di Fiastra a Urbisaglia, per chiudere infine la giornata nella piazza di Mogliano.

 

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Parte oggi dal cuore delle Marche la festa dei piccoli comuni targata Voler Bene all’Italia 2016, la manifestazione promossa da Legambiente insieme a un vasto comitato di associazioni e sostenuta da Menowatt Ge. Una grande festa nazionale pensata per far riscoprire e valorizzare i tanti piccoli borghi italiani, oggi a rischio spopolamento, e che custodiscono cultura e arte, paesaggi e biodiversità, prodotti agricoli di qualità e artigianato rendendo la Penisola unica e famosa nel mondo. Da oggi a domenica saranno tanti gli eventi organizzati in tutta Italia, in occasione del 2 giugno, festa della Repubblica ma anche festa dei piccoli comuni.

I CAMMINI DELLA BELLEZZA - Passeggiate, visite guidate nei centri storici, biciclettate ed escursioni lungo i itinerari storici e religiosi, animeranno questa tredicesima edizione dedicata ai cammini della bellezza, un tema che ben si inserisce nell’anno dei cammini indetto dal Mibact. Cuore centrale di questa edizione saranno le Marche con gli eventi di punta in provincia di Macerata tra San Ginesio, Amandola, Urbisaglia e Mogliano, lungo la Quadriciclo e la Lauretana. Ma anche quelli a Marano Equo nel Lazio per scoprire il cammino dell'Aniene, a Frigento in Campania sull'Appia antica, a San Leo in Romagna lungo la via di Francesco. Ed ancora a Fosdinovo in Toscana lungo una variante della francigena e a Viggiano in Val d'Agri in Basilicata.

TURISMO SOSTENIBILE - L’obiettivo di Voler Bene all’Italia è quello di riaccendere i riflettori su queste realtà e di raccontare allo stesso tempo, con i cammini della bellezza, un turismo sostenibile e di qualità rispettoso dei paesaggi e delle identità locali e incentrato sulla mobilità dolce. Ad inaugurare Voler Bene all’Italia 2016 saranno gli eventi di punta in programma a San Ginesio, Amandola, Abbadia di Fiastra, Urbisaglia e Mogliano. A San Ginesio, presso il Chiostro – Auditorium Storico, la giornata di oggi sarà aperta dall’incontro istituzionale “Piccoli comuni in cammino”, moderato dall’architetto Sandro Polci, che vedrà tra gli altri la partecipazione di Rossella Muroni presidente nazionale Legambiente Feliciotti Giampiero, presidente Unione montana Monti Azzurri, Roberto De Angelis, coordinatore ANCI piccoli comuni, Luca Ceriscioli presidente Regione Marche, Giampiero Sammuri presidente Federparchi, Paolo Piacentini rappresentante Mibact,Ermete Realacci presidente Commissione Ambiente Camera, Francesca Pulcini presidente Legambiente Marche e Alessandro Fiorino di Menowatt Ge. (Red – 2 giu)

È stato presentato ieri a Roma il “Quaderno Green 2016”, realizzato da Legambiente e Legacoop, nel corso del piccolagrandeitalia1-400x267.jpgconvegno “La modernità dei piccoli comuni” in cui sono stati illustrati i dati del disagio insediativo dei borghi italiani realizzato dal Cresme e con il sostegno di Unioncamere.

Il rilancio dei piccoli comuni è da sempre il filo conduttore di “Voler bene all’Italia”, una grande festa promossa da Legambiente e che, anche quest’anno, si svolge in centinaia di piccoli comuni italiani. Da oggi e sino al 5 giugno, sarà offerta l’opportunità di scoprire la bellezza dei territori, promuovendo il paesaggio, i turismi delle identità ed il buon vivere dei borghi e delle comunità locali.

Il convegno ha avuto il merito di fare il punto sulle realtà minori, lanciare proposte per il loro popolamento, una efficace rivitalizzazione, per illustrare le buone pratiche messe in atto da molti di questi centri tra i quali anche quello di Acquaformosa (Cs), con l’esperienza sulla “rete dell’accoglienza” avviata dall’ex sindaco Giovanni Manoccio, oggi assessore alle politiche dell’accoglienza, che ha preso parte all’incontro.

Da nord a sud del paese, sono molti i piccoli comuni che fanno scuola dimostrando che è possibile contrastare il disagio insediativo puntando su tradizione e innovazione, sulla tutela dell’ambiente, sulla rigenerazione del patrimonio abitativo, sull’uso delle rinnovabili, dando avvio ad un’economia circolare che parte dal basso coinvolgendo comunità e cooperative. Buone pratiche, ma anche filiere green pensate, riassunte e raccontate nel “Quaderno Green 2016” di Legambiente e Legacoop presentato ieri a Roma durante il convegno per parlare del rilancio dei piccoli comuni, un tema che è da sempre il filo conduttore di “Voler bene all’Italia”, una grande festa promossa da Legambiente e che, anche quest’anno, si svolge in centinaia di piccoli comuni. Da oggi e sino al 5 giugno, sarà offerta l’opportunità di scoprire la bellezza dei territori, promuovendo il paesaggio, i turismi delle identità ed il buon vivere dei borghi e delle comunità locali.

Tra le buone pratiche raccontate nelle storie del Quaderno, l’impegno di tanti piccoli comuni campioni nella raccolta differenziata e nell’uso delle rinnovabili. Come ad esempio il comune di San Lorenzo Bellizzi (CS), situato all’interno del Parco del Pollino e che conta poco più di 660 abitanti, che ha utilizzato alcuni terreni, ceduti a titolo gratuito ad alcune cooperative agricole locali, per realizzare 15 MW di impianti fotovoltaici su serre. Le entrate derivanti dal Conto Energia, circa 80.000 euro l’anno, sono state ridistribuite in questi anni alla cittadinanza attraverso l’esenzione della TASI. “Il sistema di illuminazione pubblica riveste un ruolo centrale nel percorso da intraprendere per migliorare ed efficientare il territorio – ha sottolineato Adriano Maroni, amministratore delegato di Menowatt Ge nel corso del convegno – La pubblica illuminazione è un asset strategico e fondamentale per lo sviluppo di tanti servizi comunali tali da rendere intelligente il rapporto con il territorio. Un appello agli amministratori locali: non perdiamo questa eccezionale possibilità”. L’azienda ha infatti sviluppato tecnologie che non solo abbattono i consumi ma trasformano il punto luce in un hub che riceve e trasmette informazioni essenziali per la vita della città.

Oggi anche in Italia è possibile mettere in campo l’economia circolare. A testimoniarlo, anno dopo anno, sono i dati dei Comuni ricicloni di Legambiente censiti da Legambiente. I buoni esempi arrivano anche dal sud Italia.

In Calabria, il Comune di Casole Bruzio (2.563 abitanti in provincia di Cosenza) è l’esempio più evidente di come iniziative locali virtuose possano nascere anche in contesti regionali molto difficili: qui è stato raggiunto il 90% di raccolta differenziata rispetto ad una media regionale ferma al 18,6%. La ricetta è stata quella di liberare le strade dai cassonetti e coinvolgere cittadini ed esercizi commerciali nella raccolta porta a porta, con la messa a disposizione, per i rifiuti più ingombranti, anche della Casa comunale.

Economia circolare come beneficio per l’intera comunità, è questo il messaggio che arriva dall’esperienza del lombricompostaggio del Comune di Marzi (985 abitanti in provincia di Cosenza), per il trattamento in loco dei rifiuti organici, attivo dal 2011: circa 45 tonnellate/anno trattate a fronte di un investimento di circa 10mila euro. Si tratta di un impianto molto semplice che non richiede particolari attività di manutenzione, dove buona parte del lavoro, la trasformazione in humus, è affidata ai circa 2 milioni di lombrichi rossi della California presenti nelle vasche di trasformazione. L’ottimo compost che si ottiene viene regalato ai cittadini che ne fanno richiesta.

Sull’accoglienza anche il caso esemplare del comune di Riace (RC) che, nel 1998 in seguito ad uno sbarco, ha ospitato più di 6mila migranti, protagonisti anche della rinascita economica di un paese a forte rischio di spopolamento. Un’esperienza che ha fatto inserire il sindaco, Domenico Lucano come unico italiano tra le 50 personalità più influenti nel mondo nella recente classifica elaborata dalla rivista Fortune.

Passando dalle amministrazioni comunali alle imprese, la Cooperativa “Felici da matti” di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria, nata nel 2003 con l’obiettivo di dare lavoro a persone svantaggiate, lavora nell’ambito del recupero e riciclaggio di tessuti e olio vegetale, due tipologie di rifiuto che non sono oggetto della “classica” raccolta differenziata. Nel 2008 comincia la collaborazione con il Comune di Roccella Jonica per la raccolta degli indumenti usati con cassonetti di proprietà, introducendo, di fatto, il primo tassello per la differenziazione dei rifiuti nel Comune. Ora i comuni serviti sono ben 57, dislocati nelle provincie di Reggio Calabria, Catanzaro e Crotone. Gli abiti usati vengono rivenduti in appositi centri (a Roccella e Siderno), a prezzi molto economici e accessibili per tutti. Se irrimediabilmente rovinati ne viene invece fatto pezzame rivenduto col nome commerciale di “Cotomatt”, utilizzato da cantieri navali, industrie grafiche o tipografie, al posto della carta assorbente. Nel luglio 2013 inizia l’attività di raccolta dell’olio vegetale esausto, quello di frittura, usato in cucina. Col progetto “Non buttarlo nel lavandino...o siamo fritti!” la sperimentazione parte ancora una volta da Roccella Jonica e ora raggiunge 18 comuni dove nel corso del 2015 si sono raccolte circa 160 tonnellate. Se ne ricava una saponetta per bucato al bergamotto e una parte dell’olio raccolto viene destinata ad una azienda per la produzione di biodiesel. Nessun costo per la collettività o soldi pubblici, anche questo grazie all’impegno delle persone che ne fanno parte.

Per quanto riguarda il settore dell’agricoltura, oggi può avere un ruolo importante nel diffondere modelli di sviluppo basati sui principi dell’economia circolare, grazie alle potenzialità legate al recupero degli scarti per la produzione di energia elettrica e termica e la restituzione alla terra sotto forma di digestato per la biofertilizzazione dei suoli. Diversi gli esempi che dimostrano il successo di questo modello, a partire dal sud. La Fattoria della Piana è una cooperativa di allevatori calabresi, con sede nel comune di Candidoni, in provincia di Reggio Calabria, che si occupa della raccolta e della trasformazione del latte proveniente dalle fattorie dei soci situate sull’Aspromonte, sul Monte Poro, nella Piana di Gioia Tauro e nel Crotonese. I numeri sono significativi: 20.000 capi avicoli (letame), 1.000 capi bovini (letame e siero di latte bovino), 20.000 capi ovini (siero di latte ovino), 700 ettari di agrumeti (pastazzo, scarto della lavorazione), 1.000 ettari di piante d’olivo (sansa), serre ortofrutticole (scarti di verdura), viticoltura (vinaccia esausta). Il letame e il liquame provenienti dalle stalle, insieme al siero che rimane come residuo dalle lavorazioni del caseificio, vengono utilizzati per la produzione di biogas, utilizzato per la generazione di energia elettrica (in grado di soddisfare il fabbisogno di 2.680 famiglie) e termica, impiegata nei processi produttivi del caseificio, consentendo di risparmiare combustibili fossili. I resti della fermentazione diventano concime organico per le coltivazioni di foraggi, che alimenteranno poi gli allevamenti. In quest’esperienza anche l’acqua rientra nelle buone pratiche di economica circolare: gli scarichi idrici dell’intera fattoria vengono depurati da migliaia di piante che, oltre a rendere l’acqua pulita e riutilizzabile (100 mc/giorno), forniscono ulteriore biomassa per l’impianto di biogas.

Con un capitale sociale iniziale di 14mila euro e la possibilità di successive adesioni, la Cooperativa di comunità Terre Normanne di Arena, in provincia di Vibo Valentia, ha il Comune come soggetto promotore. Oltre ai normali organi societari vi è un comitato tecnico scientifico composto da esperti in storia locale, scienze dell’alimentazione, agronomia e scienze forestali, economia rurale, artigianato ed energie alternative, con il compito di impostare e seguire la programmazione delle attività. Nella formazione del comitato scientifico sono state coinvolte l’Università e Legacoop Calabria. Partiti con un piano di coltivazione di un fagiolo autoctono la zicca janca, di gusto morbido e con importanti qualità organolettiche, che richiama i gusti della cucina tradizionale locale, coltivata a 800 metri dal livello del mare, la cooperativa, ad oggi, sta estendendo la rete di vendita, anche verso le organizzazioni eco-solidali e partecipa a progetti e bandi pubblici regionali per valorizzare questa produzione locale.

Ecco i comuni e gli eventi calabresi di “Voler bene all’Italia”:

Pro loco “Passarelli Rinaldo Sisto” di Camini (RC), Comune di Fabrizia (VV), COMUNE DI SARACENA (CS), COMUNE DI SARACENA (CS), COMUNE DI MARANO PRINCIPATO (CS), Comune di San Giorgio Morgeto (RC), COMUNE DI LAPPANO (CS), villaggio Minerva (CS), Comune di Roseto Capo Spulico (CS), Associazione “Opus Cropalati” (CS)

Un’immagine.pngItalia piccola ma dall’anima profonda che va dalle Alpi agli Appennini per arrivare alle isole minori: è l’Italia dei 5.627 piccoli comuni al di sotto di 5.000 abitanti, pari al 69,9% del totale dei comuni del Belpaese (8.047). Di questi sono 2.430 quelli che soffrono un forte disagio demografico ed economico, piccoli borghi che occupano il 29,7% della superficie territoriale nazionale, oltre 89mila kmq, una densità abitativa che non raggiunge i 36 abitanti per kmq quasi 13 volte meno rispetto ai comuni sopra i 5mila abitanti. In particolare negli ultimi 25 anni (dal 1991 al 2015) in questi territori si è registrato un calo della popolazione attiva (675mila abitanti in meno, cioè il -6,3% nei comuni sotto i 5000 abitanti), 1 su sette se ne è andato, un aumento di quella anziana (gli ultra 65enni a fronte dei giovani fino ai 14 anni sono aumentati dell’83%), con oltre 2 anziani per 1 giovane. Le case vuote sono 1.991.557 contro le 4.345.843 occupate: una ogni tre è vuota. Ai dati negativi relativi al disagio demografico, si aggiungono quelli legati alla capacità ricettiva: negli ultimi 25 anni l’ospitalità turistica è cresciuta di appena 21%, passando da 1,12 milioni di posti letto a 1,36. In particolare i piccoli comuni si dimostrano circa 4 volte turisticamente meno produttivi, considerando offerta di posti letto e tasso di utilizzazione.

Nonostante il quadro complessivo poco rassicurante, i piccoli comuni rimangono luoghi di grandi opportunità e innovazioni che hanno bisogno però di interventi mirati e strategie a lungo termine. Soprattutto bisogna puntare sulle opportunità residenziali, turistiche e agricole, che se valorizzate, potrebbero dare nuovo futuro a questi territori. È quanto emerge dallo studio “Piccolo (e fuori dal) comune. I piccoli comuni” realizzato da Sandro Polci (responsabile dello studio, partner Cresme Consulting) con Roberto Gambassi, presentato oggi a Roma in occasione del convegno “La modernità dei piccoli comuni”, organizzato da Legambiente e dall’Anci per fare il punto sulle realtà minori, lanciare proposte per il loro popolamento e una efficace rivitalizzazione, illustrare le buone pratiche messe in atto da molti di questi centri come quello di Montepigliano e di Acquaformosa.

Al convegno, organizzato presso la sede dell’Anci, hanno partecipato: Antonella Galdi, Vice Segretario Generale ANCI ed Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, che hanno aperto l’incontro. A seguire l’intervento di Sandro Polci del Cresme, Alessandra Bonfanti di Legambiente, Massimo Castelli, Coordinatore piccoli comuni ANCI, Domenico Mauriello, responsabile centro studi Unioncamere, Fabio Renzi, Segretario Generale Fondazione Symbola, Carmello Rollo, vicepresidente Legacoop, Adriano Maroni, Amministratore Menowatt Ge, Paolo Piacentini, del Mibact. Per la sessione “Esperienze a confronto”, sono intervenuti Ivan Stomeo, sindaco Melpignano presidente Ass. Borghi Autentici, Lino Gentile, sindaco Castel Del Giudice, Giovanni Manoccio, Assessore politiche dell’accoglienza di Acquaformosa, Mauro Guerra, Sindaco San Leo e Alberto Bambini, Sindaco Acquapendente. Hanno concluso l’incontro: Roberto Pella, Vice Presidente ANCI, Bruno Valentini, Sindaco Siena e delegato ANCI politiche ambientali e territorio, Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente e Territorio della Camera e Rossella Muroni, presidente di Legambiente.

Scenari e proposte – In Italia abbiamo borghi di straordinaria bellezza, vi è un sistema di parchi e aree protette, di gran lunga il più importante d'Europa, che attira oltre 100 milioni di visitatori all'anno; dai cammini religiosi, storici e naturalistici alle centinaia di produzioni agricole a marchio di qualità; dai 10,9 milioni di ettari di patrimonio forestale, in costante crescita, alle centinaia di comuni modello per la raccolta differenziata che si candidano a palestre di economia circolare, fino a quelli che scommettono sulle energie rinnovabili e puntano a diventare fossil free. E’ da qui che occorre ripartire per rilanciare i piccoli comuni: occorre recuperare le aree agricole, le case vuote e gli edifici storici; è fondamentale mettere a valore il patrimonio boschivo dando in concessione i fondi forestali pubblici a cooperative e imprese del territorio; definendo procedure trasparenti per l’assegnazione delle concessioni, sotto la supervisione del Ministero delle politiche agricole, attraverso bandi che premino le imprese locali e una gestione sostenibile che porti a costruire filiere locali certificate. Consentire la produzione e distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili, sul modello delle cooperative alpine, in modo da realizzare impianti a biomasse, idroelettrici, eolici, solari di piccola taglia a servizio delle utenze poste nello stesso ambito comunale. La ricerca Cresme mette in evidenza l’opportunità residenziale legata al riuso delle case vuote. Con un investimento di circa 40 mila euro per ognuna delle 125 mila abitazioni ipotizzate, avremmo un business di 5 miliardi, pari a circa 100 mila occupati per un anno. C’è poi l’opportunità turistica. Se solo un quarto dei posti letto fosse utilizzato secondo le medie urbane, il turismo creerebbe benessere diffuso: 123 milioni di presenze ogni anno, un fatturato di quasi 10 milioni di euro con oltre 300 mila nuovi posti di lavoro. L’opportunità agricola legata ai terreni, invece, potrebbe portare alla nascita di oltre 125mila nuove aziende agricole solo recuperando in modo innovativo un quarto delle superfici agricole abbandonate negli ultimi 20 anni.

“Il bello, la tecnologia, l’innovazione. Questi tre elementi vanno coniugati nei territori e nei borghi del Paese. – ha dichiarato Massimo Castelli, coordinatore nazionale dei piccoli Comuni dell’ANCI - Una politica che dimentica tutto questo, non fa l’interesse della nazione. Per questo siamo orgogliosi di questa iniziativa con Legambiente. E per questo chiediamo nuove politiche per i territori, che partano proprio dall’innovazione tecnologica. Va invertito il trend di progressivo abbandono dei piccoli Comuni da parte della politica e, di conseguenza, dei cittadini al quale abbiamo assistito negli ultimi decenni. Il patrimonio rappresentato dai piccoli Comuni, che coprono il 52% del territorio nazionale, non può essere disperso. E perciò servono risorse e nuove politiche. Smart village insieme alle smart city, e un fondo stabile per i piccoli Comuni.

“Oggi - dichiara Rossella Muroni, presidente di Legambiente - esistono tutte le condizioni per innescare processi virtuosi che consentono di fermare l’abbandono dei piccoli comuni e delle aree interne, ma per far ciò è indispensabile puntare sulla semplificazione amministrativa, mantenere i presidi di attività nei diversi centri come scuole, servizi postali e presidi sanitari; garantire risorse per la valorizzazione come prevede il ddl sui piccoli comuni in discussione alla Camera. Ed ancora puntare sulle opportunità legate al recupero dei boschi e delle aree agricole abbandonate, alla rigenerazione urbana dei centri storici, favorendo l’autoproduzione da fonti rinnovabili. L’Italia non perda questa occasione, abbia dunque il coraggio di scommettere su queste piccole ma preziose realtà”.

Lo studio - Dallo studio emerge che la microterritorialità, sebbene ancorata a territori dalle forti potenzialità storiche, turistiche, produttive, architettoniche e paesaggistiche, rappresenta un forte limite rispetto alle esigenze di capitalizzazione e di competitività. Se storicamente vi erano plus che generavano elementi di attrattività, oggi i territori dei piccoli comuni sono aggrediti più degli altri dalla crisi, fino ad arrivare alla soglia di ‘non ritorno’. “Per superare la forte crisi demografica e contrastare il disagio insediativo, è necessario valorizzare le grandi specificità di questi scrigni di qualità culturale, enogastronomica e di loisir. Servono in pratica nuovi abitanti, in buona percentuale giovani e laboriosi, capaci (o da formare per) creare nuove imprese agro-silvo-pastorali, nuovi turismi per ‘(ri)creare identità antiche e nuove’ e valorizzare culture materiali e immateriali, in agricoltura, nell’artigianato e nell’industria creativa legati alla naturalità dei luoghi”, hanno dichiarato Sandro Polci, responsabile dello studio, e Roberto Gambassi.

Nei luoghi dove sono presenti politiche di questo tipo, esiste l’opportunità per un nuovo protagonismo sociale ed economico. Il “dinamismo” è dunque una delle componenti più importanti che emergono: laddove le condizioni sociali, economiche e territoriali presentano caratteristiche urbane, si rafforzano gli elementi di inclusività e di sostenibilità dello sviluppo. È però importante definire anche un indirizzo strategico nazionale che miri a valorizzare la filiera eno-agro-alimentare, del turismo verde, di identità - cultura partendo da quei sistemi già strutturati anche se non ottimizzati (Aree Naturali Protette, Festival, Eventi estivi, infrastrutture culturali quali Vie Francigene, dei Tratturi, del Sale, delle Cime, cicloturistiche, ecc.). Infine, nello studio vengono anche presentate due buone notizie: il fatto che le giovani imprese in agricoltura siano 23 mila e che il numero dei laureati, negli ultimi venti anni, sia raddoppiato, lasciano ben sperare per il futuro dei piccoli comuni.

Buone pratiche – Da nord a sud del paese, sono molti i piccoli comuni che fanno scuola dimostrando che è possibile contrastare il disagio insediativo puntando su tradizione e innovazione, sulla tutela dell’ambiente, sulla rigenerazione del patrimonio abitativo, sull’uso delle rinnovabili, dando avvio ad un’economia circolare che parte del basso coinvolgendo comunità e cooperative. Buone pratiche, ma anche filiere green pensate riassunte e raccontate del “Quaderno Green 2016”, di Legambiente e Legacoop presentato oggi durante il convegno per parlare anche di piccoli comuni ed economia circolare.

Ad esempio, c’è il caso esemplare del comune di Riace (RC) e di tutto il distretto calabrese dell’accoglienza, che, nel 1998 in seguito ad uno sbarco, ha ospitato più di 6.000 migranti, protagonisti anche della rinascita economica di un paese a forte rischio di spopolamento. Un’esperienza che ha fatto inserire il sindaco, Domenico Lucano come unico italiano tra le 50 personalità più influenti nel mondo nella recente classifica elaborata dalla rivista Fortune. Oppure la cooperativa di comunità I briganti del cerreto, nata a Cerrato d’Alpi, piccola frazione del comune di Ventasso (RE), che tra le diverse attività si occupa anche del recupero dei castagneti: dalla manutenzione alla lavorazione della castagna.

Senza dimenticare l’impegno di tanti piccoli comuni campioni nella raccolta differenziata e nell’uso delle rinnovabili. Come ad esempio il comune di San Lorenzo Bellizzi (CS), situato all'interno del Parco del Pollino e che conta poco più di 660 abitanti, che ha utilizzato alcuni terreni, ceduti a titolo gratuito ad alcune cooperative agricole locali, per realizzare 15 MW di impianti fotovoltaici su serre. Le entrate derivanti dal Conto Energia, circa 80.000 euro l'anno, sono state ridistribuite in questi anni alla cittadinanza attraverso l'esenzione della TASI. “Il sistema di illuminazione pubblica riveste un ruolo centrale nel percorso da intraprendere per migliorare ed efficientare il territorio - ha sottolineato Adriano Maroni, amministratore delegato di Menowatt Ge - La pubblica illuminazione è un asset strategico e fondamentale per lo sviluppo di tanti servizi comunali tali da rendere intelligente il rapporto con il territorio. Un appello agli amministratori locali: non perdiamo questa eccezionale possibilità”. L’azienda ha infatti sviluppato tecnologie che non solo abbattono i consumi ma trasformano il punto luce in un hub che riceve e trasmette informazioni essenziali per la vita della città.

Tanti gli eventi in tutta la Penisola: passeggiate lungo itinerari storici e religiosi, biciclettate, visitate guidate e trekking urbano per riscoprire a piedi e in bicicletta l’Italia dei piccoli borghi. Eventi di punta nelle Marche, capitale 2016, a San Ginesio, Amandola, Abbadia di Fiastra, Urbisaglia e Mogliano, lungo la Quadriciclo e la Lauretana . Una festa condivisa anche dal Presidente della Camera Laura Boldrini: “Oggi più che mai, l’Italia per affrontare le sfide future non può rinunciare a questo patrimonio di risorse”

Parte oggi dal cuore delle Marche la festa dei piccoli comuni targata Voler Bene all’Italia 2016, la manifestazione promossa da Legambiente insieme a un vasto comitato di associazioni e sostenuta da Menowatt Ge. Una grande festa nazionale pensata per far riscoprire e valorizzare i tanti piccoli borghi italiani, oggi a rischio spopolamento, e che custodiscono cultura e arte, paesaggi e biodiversità, prodotti agricoli di qualità e artigianato rendendo la Penisola unica e famosa nel mondo. Da oggi fino al 5 giugno saranno tanti gli eventi organizzati in tutta Italia, in occasione del 2 giugno, festa della Repubblica ma anche festa dei piccoli comuni. Passeggiate, visite guidate nei centri storici, biciclettate ed escursioni lungo i itinerari storici e religiosi, animeranno questa tredicesima edizione dedicata ai cammini della bellezza, un tema che ben si inserisce nell’anno dei cammini indetto dal Mibact. Cuore centrale di questa edizione saranno le Marche con gli eventi di punta in provincia di Macerata tra San Ginesio, Amandola, Urbisaglia e Mogliano, lungo la Quadriciclo e la Lauretana. Ma anche quelli a Marano Equo nel Lazio per scoprire il cammino dell'Aniene, a Frigento in Campania sull'Appia antica, a San Leo in Romagna lungo la via di Francesco. Ed ancora a Fosdinovo in Toscana lungo una variante della francigena e a Viggiano in Val d'Agri in Basilicata. L’obiettivo di Voler Bene all’Italia è quello di riaccendere i riflettori su queste realtà e di raccontare allo stesso tempo, con i cammini della bellezza, un turismo sostenibile e di qualità rispettoso dei paesaggi e delle identità locali e incentrato sulla mobilità dolce.

Una festa condivisa anche dalla presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, che ha inviato a Legambiente e al comitato promotore di Voler Bene all'Italia un augurio e un messaggio di apprezzamento per la giornata di oggi. “Oggi, più che mai, sono convinta - scrive la Boldrini - che l’Italia per affrontare le sfide future, non possa rinunciare a questo patrimonio di risorse. A questo scopo, è necessario che le istituzioni sostengano maggiormente le piccole comunità territoriali, soprattutto quelle situate in zone particolarmente svantaggiate o che risentono con particolare intensità della crisi economica”. La Boldrini nel messaggio sottolinea l’importanza di attuare “politiche mirate e adottare misure di salvaguardia dell’ambiente”. “Investire nell’ambiente - scrive - è strategico, significa cogliere il valore della sfida del cambiamento e, dunque, creare nuove opportunità”.

Ad inaugurare Voler Bene all’Italia 2016 saranno gli eventi di punta in programma a San Ginesio, Amandola, Abbadia di Fiastra, Urbisaglia e Mogliano. A San Ginesio, presso il Chiostro – Auditorium Storico, la giornata di oggi sarà aperta dall’incontro istituzionale “Piccoli comuni in cammino”, moderato dall’architetto Sandro Polci, che vedrà tra gli altri la partecipazione di Rossella Muroni Presidente nazionale Legambiente Feliciotti Giampiero, Presidente Unione montana Monti Azzurri, Roberto De Angelis, Coordinatore ANCI piccoli comuni, Luca Ceriscioli Presidente Regione Marche, Giampiero Sammuri Presidente Federparchi,Paolo Piacentini Rappresentante Mibact,Ermete Realacci Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati, Francesca Pulcini Presidente Legambiente Marche e Alessandro Fiorino di Menowatt Ge. Nel pomeriggio partirà da Abbadia di Fiastra la passeggiata che arriva a Urbisaglia tra la Lauretana (antica via di pellegrinaggio mariano che fin dal Medioevo collegava Roma al Santuario della Santa casa di Loreto) e la “Quadriciclo”, la nuova ciclovia di 250km pensata per unire la costa adriatica all’Umbria per dare un’alternativa a chi vuole scoprire i territori del centro Italia in bici o camminando. Un progetto ambizioso, promosso dall’Unione dei Monti Azzurri e da oltre 20 comuni, che se realizzato darà valore aggiunto a questo territorio. Ad Amandola passeggiate lungo le vie di comunicazione dei Sibillini come ad esempio quella lungo il sentiero natura di Garulla “Fragili Equilibri”. Non mancheranno visite guidate nei centri storici di questi paesini per riscoprire angoli caratteristici o poco conosciuti.

“I piccoli comuni - dichiara da San Ginesio Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - rappresentano una parte identitaria fondamentale del nostro Paese, sono una risorsa importante e preziose e moderne realtà che stanno dimostrando di saper coniugare saperi antichi e innovazione tecnologica nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità. Per questo Voler Bene all’Italia vuole raccontarli e svelarli celebrando in un modo tutto speciale la festa della Repubblica. Investire sui piccoli borghi d’Italia, significa investire sul futuro”.

“I nostri Piccoli Comuni sono luoghi da valorizzare e rappresentano una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità, i talenti dei nostri territori e proiettarli nel futuro. Legambiente ha il merito di aver acceso l'attenzione su questa parte del Paese. Le stesse considerazioni sono alla base del testo unificato per la valorizzazione dei Piccoli Comuni di cui sono primo firmatario, insieme alla collega Terzoni, che è in discussione alle Commissioni riunite Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Bilancio della Camera e di cui sono relatori i colleghi Borghi, Iannuzzi e Misiani. L'intenzione è di approvare questa proposta di legge nella prossima settimana alle Commissioni riunite V e VIII per andare presto in Aula", lo afferma da San Ginesio Ermete Realacci, estensore della prima proposta di legge sui piccoli comuni.

Eventi Voler bene all’Italia – Oltre agli eventi di punta nelle Marche, in questo ponte del 2 giugno saranno tanti gli altri appuntamenti che avranno per protagonisti i piccoli borghi italiani. In Molise, nel tratto tra Jelsi e Gildone, in provincia di Campobasso, si ripercorreràla via Micaelica, uno dei cammini più antichi d’Europa percorsa nel corso dei secoli da pellegrini, e crociati, papi e re. Nel Lazio, il 5 giugno,il protagonista sarà il Cammino dell’Aniene tra Anticoli Corrado-Marano Equo, un percorso naturalistico di quattro chilometri tutto pianeggiante tra paesaggi naturali e sorgenti di acque minerali passando anche per la vecchia linea ferroviaria Piatti, che un tempo collegava la città di Subiaco alla stazione di Mandela, intersecando la linea Roma-Sulmona-Pescara. Anche nell’Alta Murgia, la festa dei piccoli comuni sarà all’insegna delle due ruote con l’inaugurazione della prima gita cicloturistica da Matera a Castel Monte, una pedalata di 81km che attraverserà diversi comuni e siti rilevanti sotto l’aspetto naturale e culturale del territorio, collegando tra l’altro due patrimoni dell’Unesco. A Viggiano (Pz), in Basilicata, il 4 giugno l’itinerario turistico – culturale “Sulla cruna del lago” con un’escursione al sacro monte di Viggiano e una passeggiata lungo le rive del Pertusillo, circondati dalla bellezza del parco Nazionale dell’Appennino Lucano. In Lunigiana a Fivizzano e a Fosdinovo passeggiate lungo una variante della via Francigena, l’unico tratto da cui si vide il mare, con visite guidate del centro storico, degustazioni dei prodotti tipici.

“I piccoli comuni – dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche - sono un patrimonio unico che non possiamo rischiare di perdere, anche perché sono quelli che più spesso riescono ad attivare percorsi innovativi ed in grado di generare nuove e sane economie legate alla valorizzazione del territorio, come ci testimoniano le storie delle reti tra enti locali, privati ed associazioni della Vallesina, della Valle dell’Aso e della provincia di Macerata. Per rivitalizzare e rilanciare questi borghi, oltre a partire dalle esperienze locali, occorre definire politiche e strategie ad hoc, attraverso, ad esempio, progetti di rigenerazione urbana, di efficientamento energetico, di green economy e di turismo sostenibile per dare loro l’opportunità di rafforzarsi e continuare ad esprimere la loro grande forza”.

Proprio per rilanciare i piccoli comuni, Legambiente e le comunità locali hanno scritto una lettera al Presidente della Camera Laura Boldrini per chiedere che si definisca al più presto una strategia nazionale che metta al centro i territori dei piccoli comuni. In particolare nella lettera viene chiesto di affrontare con strumenti adeguati e moderni la manutenzione e la valorizzazione del territorio, di sbloccare la strategia per le green communities prevista nel collegato ambientale, e di puntare sulla generazione distribuita da rinnovabili e dal risparmio energetico diffuso. “Il sistema di illuminazione pubblica riverse un ruolo centrale nel percorso da intraprendere per migliorare ed efficientare il territorio - ha sottolineato Adriano Maroni, amministratore delegato di Menowatt Ge -“La pubblica illuminazione è un asset strategico e fondamentale per lo sviluppo di tanti servizi comunali tali da rendere intelligente il rapporto con il territorio. Un appello agli amministratori locali: non perdiamo questa eccezionale possibilità”.