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La sperimentazione In viale XI Febbraio i lampioni diventano «smart» e rilevano decibel e inquinamento

 

BASSANO - Il 60 per cento di energia risparmiata e controlli in tempo reale di polveri sottili, elettrosmog e inquinamento acustico. I lampioni diventano «smart» a Bassano anche se si tratta solo di una sperimentazione avviata lo scorso maggio il Comune in quattro punti luce che, con l'applicazione di alcuni sofisticati sensori, sono diventati stazioni multifunzione. Si tratta di un test proposto a costo zero da una azienda marchigiana, Menowatt Ge, che ha posizionato quattro lampioni super tecnologia in viale XI Febbraio, di fronte al liceo Brocchi. Da alcuni anni, il Comune è alle prese con piani di ammodernamento ed efficientamento del sistema di illuminazione, ritenuto obsoleto. «In alcune zone abbiamo ancora le vecchie lampade a mercurio dai consumi e costi elevati - ammette Roberto Campagnolo, assessore alla Cura urbana -. Ogni anno si spendono oltre 700 mila euro per illuminare le strade e altrettanti per gli edifici pubblici. Per rinnovare oltre 7mila punti luce stradali, di 8.5oo complessivi, servirebbe un investimento di circa 5 milioni di euro. Contiamo di farlo a piccoli step, sulla base delle disponibilità economiche e dei contributi che intercettiamo». Nel frattempo, l'amministrazione ha testato la sperimentazione dei «punti illuminanti intelligenti» in grado di rilevare e trasmettere le informazioni di alcune situazioni ambientali. Dai dati elaborati, l'area interessata è risultata rumorosa nelle ore di punta, superando di 20 decibel la soglia di 56, mentre il livello di elettrosmog è abbondantemente sotto la soglia (1,5 sul massimo di 6), Anche la concentrazione delle Pm10 non preoccupa. «Solo in qualche giornata di fine maggio è salita, ma senza superare i limiti», dice Alessandro Fiorino della Menowatt. «Le possibilità che si aprono con la tecnologia sono moltissime - sottolinea Giorgio Strappazzon, referente del progetto Smart City nella Pedemontana - , questi sono solo alcuni dei risultati che può dare una città smart». (r.f.) pdf10_04_17_Corriere_del_Veneto.pdf

 

 

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