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Il consumo energetico derivante dall'illuminazione pubblica incide in misura importante sui costi delle amministrazioni: studi sui consumi energetici in Italia rilevano che l'illuminazione comunale assorbe una parte rilevante delle risorse energetiche totali del paese, a causa dell'impiego di sistemi e tecnologie ad alto consumo energetico e ad alto impatto luminoso, come lampade a bassa efficienza energetica e strutture di sostegno non adeguate, che causano la dispersione della luce in tutte le direzioni diluendone il potere di illuminazione e generando inquinamento luminoso.

Sono molte le aree d'intervento su cui le amministrazioni possono concentrarsi per ottenere un risparmio energetico nell'illuminazione pubblica; una di queste è la sostituzione di impianti obsoleti e l'integrazione di tecnologie innovative di illuminazione a risparmio energetico:

• dispositivi di regolazione del flusso dell'illuminazione
• Lampade efficienti come quelle a LED, che consentono un risparmio fino al 70% rispetto a quelle tradizionali
• strutture di sostegno adeguate alla funzione e al luogo da illuminare senza dispersioni superflue di luce elettrica.

Una gestione efficiente e razionale dell'illuminazione pubblica, orientata all'eliminazione degli sprechi e all'efficienza energetica, consente un notevole risparmio per i contribuenti e permette di ottimizzare le risorse limitando l'impatto sull'ambiente, per questo diversi comuni hanno compreso l'importanza di questo aspetto e stanno adottando nuovi sistemi di illuminazione efficiente, ottenendo un effettivo risparmio di risorse.

Un esempio è rappresentato dal comune di Biccari (FG), che ha conseguito un risparmio pari a circa il 60% dell'energia pubblica (dati luglio 2012) integrando nell'impianto d'illuminazione pubblica un particolare alimentatore elettronico brevettato da Menowatt Ge, che consente l'ottimizzazione dell'energia dei lampioni.